26. lug, 2021

Dopo la sentenza della Consulta, una grande speranza e un importante impegno di Gianfranco Scarpelli

Finalmente si inizia a parlare della sanità in calabria con le idee più chiare dopo la sentenza della corte costituzionale. Sicuramente questa è una fase di particolare importanza e rappresenta una grande opportunità per la nostra regione. È inderogabile partire da un intervento straordinario perequativo da parte dello stato in quanto solo con l’azzeramento del debito è possibile intervenire in modo razionale. Con tali presupposti sarà necessario chiedere a tutti i calabresi un atto di responsabilità nel far ripartire il sistema sanità in calabria con il coinvolgimento dei tanti tecnici esperti presenti nelle aziende sanitarie e ospedaliere e profondi conoscitori del territorio e della realtà sanitaria regionale. Non si possono continuare a fare scelte sulla base delle esigenze dei singoli comuni o territori particolari il più delle volte condizionate da esigenze e interessi personali e privati non certamente per il bene della collettività. Bisogna intervenire : 1) con un concreto e valido Piano di prevenzione primaria e secondaria, 2) un grande intervento di potenziamento dell’assistenza territoriale con al centro il medico di medicina generale , il pediatra di famiglia supportati da strutture specialistiche ambulatoriali e diagnostiche in ogni ambito territoriale e distrettuale, 3) un piano di riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera con appropriata classificazione delle strutture ospedaliere in modo da permettere il ricovero dei pazienti nei setting assistenziali più appropriati e realizzando alcuni centri di riferimento regionale di eccellenza altamente specialistici per specifiche patologie . È fondamentale partire dalla convinzione che la qualità delle prestazioni dipende essenzialmente dalla quantità delle prestazioni e dalle esperienze acquisite. Non è più possibile ritenere che si possa fare tutto in ogni struttura magari sotto casa. Per tale motivo le scelte strategiche non possono essere fatte da chi più alza la voce ma dai tecnici e da esperti sulla base dei dati epidemiologici e delle competenze acquisite e documentate. Solo così si potrà realizzare a livello regionale un nuovo piano di rientro non calato dall’alto ma dal basso ascoltando le realtà territoriali e infine decidere su dati tecnici e razionali . Questa è l’ultima possibilità che può risollevare le sorti della sanità nella regione calabria.